High School
Per studenti dai 14 ai 18 anni
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Gli studenti STS raccontano

Leggi i racconti degli Exchange Student di STS e fatti ispirare dalle loro esperienze. Il prossimo a partire potresti essere tu!

Chiedi agli exchange STS: live su Instagram e Facebook, nelle stories e su un numero dedicato di Whatsapp raccontano la loro esperienza e rispondono alle tue domande!

Per soddisfare tutte le tue domande e curiosità sull'anno scolastico all'estero chiedi agli exchange STS! Segui le loro avventure tutti i giorni sulle stories di Instagram alla pagina @sts_italy e ascolta i loro live su Instagram o su Facebook alla pagina STS Italy: controlla qui il calendario!

Puoi anche contattare Giulia, un'ex studentessa STS che ha trascorso un anno scolastico negli USA: STS ti dedica un numero Whatsapp per soddisfare tutte le tue curiosità. Contatta Giulia al numero 393 8158600

 

Feel The World - la community di exchange STS nel mondo

"Siamo un gruppo di exchange student italiani e, sparsi per il mondo, abbiamo deciso di raccontarvi cosa ci ha portato alla scelta di partire, cosa ciò ha comportato ma soprattutto vogliamo raccontarvi le mille cose stupende successe in un solo anno. Il nostro obiettivo è proprio questo, avvicinare ogni nostro lettore a questa avventura. Questa pagina è dedicata a tutti quelli che hanno dubbi o hanno domande, a tutti quelli interessati ad un anno all'estero o quelli che appena tornati vorrebbero ripartire. La nostra pagina insomma è aperta a tutti, esattamente come il nostro team, costantemente pronto a rispondere alle tue domande e aperto ad accogliere chiunque voglia raccontare in prima persona la propria storia perché noi siamo exchange." 

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L’Alaska che ti scalda il cuore 

"Ciao a tutti, mi chiamo Sofia, vengo da Brescia e sono un’exchange student negli Stati Uniti. Sono ormai già a metà di questo viaggio che ho iniziato mentalmente un anno fa, e fisicamente il 13 agosto. Quel giorno me ne sono partita da sola, con lo zaino sulle spalle e una valigia più pesante di me, entrambi pieni di dubbi e insicurezze, perché sinceramente, non sapevo dove stavo per andare a sbattere la testa. Ho salutato forse troppo velocemente la mia vita di tutti i giorni, piena di impercettibili cose, abitudini, luoghi e persone, che grazie ai km di distanza sto inziando ad apprezzare a pieno, alla volta dell’Alaska. Sí, ho riso e pianto anche io quando mi sono ritrovata quella parola scritta in un email. Sono passata dallo sperare di non capitare lassú, con gli eschimesi e le alci, all’amare follemente questo posto che ora posso chiamare Casa.
L’Exchange Year è cosí. Non sai cosa aspettarti, ma devi essere pronto a tutto. Devi tuffarti da solo tra un mare di persone che non conoscono la tua storia, e probabilmente non sanno nemmeno dove localizzare la tua città Natale su una cartina. Devi dire sempre di sí, a tutto quello che ti viene proposto, perché ne vale sempre, sempre, la pena. Devi farti spazio, sgomitare, per prenderti il tuo posto, in una famiglia e tra un gruppo di persone che in un primo momento non sai nemmeno come faranno a diventare tuoi amici, ma sono cose che capisci più avanti. [...]
Ci sono dei giorni che mi sembra di mangiarmela a colazione quest’Alaska. Ho capito quanto ogni giornata sia preziosa. Quanto sia bello scoprire, rompere i limiti. Sto facendo cose che non avrei mai pensato in vita mia di poter fare, e lo sto facendo con le mie gambe e la mia testa, senza chiamare Mamma per avere il permesso al telefono. Tutte quelle persone che conosco ogni giorno, mi stanno dando l’opportunità di conoscere Sofia al cento per cento. 
Fate questo Exchange year. Buttatevi. Anche se avete milioni di paure, fatelo. Ma siate pronti a tutto, e soprattutto, siate pronti a tornare a casa dopo uno sconvolgimento di vita di 10 mesi."
Sofia, exchange student in USA dalla community #FeelTheWorld

 

Studiare Samoano? In Nuova Zelanda si può 

"Mi chiamo Denise, ho 17 anni e vengo da Lavis, un paese del Trentino Alto-Adige e ora vivo in Nuova Zelanda. Sono partita 6 mesi fa ormai e ne ho ancora 5 da vivere qua. Avevo paura di partire, tanta paura, lasciare i miei amici, la mia famiglia e tutto quanto. Ma appena arrivata nella mia nuova città, sono stata accolta benissimo, ho trovato un gruppo di amiche con cui vado d’accordissimo e mi trovo molto bene. 
Non sto viaggiando molto, ma credo che certe esperienze si possono vivere anche senza viaggiare. Come a scuola ad esempio, sto imparando un sacco di cose e ora sto inziando a studiare il Samoano che non è una lingua neozelandese, ma fa parte delle isole del pacifico. Ogni giorno è un nuovo giorno e purtroppo spesso mi dimentico che fra poco tempo non ce ne saranno più giorni così. 5 mesi sembrano tanti, ma non sono niente alla fine e bisogna imparare e a vivere ogni secondo come se fosse l’ultimo qua, bisogna godersi tutto quello che accade anche se non sempre le cose vanno come vogliamo. 
La mia scuola è multiculturale e diversificata, ho amici da tutte le parti del mondo e sto imparando a convivere con mille culture e usi diversi, da quelli Kiwi a quelli Maori, ma anche Samoani, Tongan ecc. E non potrei chiedere di meglio. Mi ricordo quando a luglio 2017 non volevo partire e mi viene da ridere a ripensarci perché ora sono quella che vorrebbe stare qua altri 11 mesi! [...]
Questo anno all’estero mi sta insegnando un sacco di cose, da quelle accademiche a quelle morali e personali. Ho imparato a conoscere me stessa e i miei limiti, sto iniziando a capire le mie priorità e ciò che è importante per me. Ho visitato un sacco di posti fantastici, dove ho lasciato un pezzo di cuore e dei ricordi indimenticabili. Questo posto ormai è la mia casa e sarà difficile andarsene, dopo aver costruito questa “nuova” vita, dopo aver messo un po’ di radici, dopo che il mio cuore ormai si è stabilito qua.
Per tutti i nuovi studenti indecisi sul da farsi, partite e senza pensare troppo al lasciare gli amici nel vostro Paese, partite e lasciatevi dietro tutto, partite e vivete questa possibilità di costruirsi una nuova vita a chilometri da casa. Partite perché sarà uno degli anni più belli della vostra vita e perché vi aiuterà a crescere internamente."
Denise, exchange student in Nuova Zelanda dalla community #FeelTheWorld

 

La verità sui tedeschi 

Cos’è l’anno all’estero? Le risposte potrebbero essere svariate: “è un periodo di circa dieci mesi, solitamente durante la quarta superiore, trascorso fuori dall’Italia, durante il quale si vive in una famiglia ospitante e si frequenta una scuola locale” se si vuole essere precisi, “una vita in un anno” se si vuole essere più poetici, “lasciare la propria casa per scoprire un nuovo mondo, maturare e sfidare i propri limiti” se si vuole parlare a livello umano. La verità è che l’anno all’estero è tutto questo messo insieme e molto di più, non si può spiegare in una frase né in una pagina, ma forse questo blog potrebbe essere sufficiente, quindi leggete ragazzi. 
Io mi chiamo Carolina, ho da poco compiuto 18 anni e quasi sei mesi fa sono partita per il mio anno all’estero. Dove? Germania. Una meta inusuale, poco ambita e a volte pure disprezzata, inizialmente non l’avevo presa in
considerazione nemmeno io, ma fidatevi di me: è molto più di “auto, soldi e Merkel”. Come tutti gli exchange student, al momento della mia partenza ho provato mille emozione: entusiasmo e ansia per questa nuova avventura. Come tutti, la paura più grande che avevo era non andare d’accordo con la famiglia ospitante o con gli amici. Beh, vi posso giurare che queste paure sono sparite nel momento in cui sono arrivata qui. All’aeroporto ho trovato la mia famiglia ospitante, mamma e due figlie di 16 e 19 anni, con un cartellone e dei sorrisi rassicuranti. Si sono dimostrate tutte e tre gentili, comprensive e soprattutto molto pazienti, anche quando dovevano ripetermi la stessa cosa tre volte perché non capivo. Abbiamo viaggiato, sia durante la mia prima settimana in Germania in cui doveva ancora iniziare la scuola, sia durante le vacanze autunnali e invernali, in cui siamo state dai nonni ospitanti. La cosa più bella però è cucinare insieme; da brava italiana all’estero,tra i tanti piatti ho insegnato loro come fare la pasta all’uovo, che ha riscosso un successone, mentre loro mi hanno insegnato a fare una torta al cioccolato buonissima. 
A scuola sono nella stessa classe della mia sorella ospitante più piccola e questo mi ha aiutata tantissimo all’inizio nel fare amicizie; quando ancora non riuscivo a parlare bene la lingua e avevo paura di parlare con gli altri, avere
qualcuno che mi presentasse i suoi amici mi ha fatto sentire subito integrata ed ora è come se conoscessi i miei
compagni da sempre. Anche i professori sono molto gentili e comprensivi con me, il che è stato fantastico. Devo ammettere che mi sento fortunata, tutto sta andando per il meglio, senza contare i tipici alti e bassi tipici degli
exchange stundents dovuti allo shock culturale e la lontananza da casa, perché per quanto possiate trovarvi bene
con le persone, ogni tanto vi mancherà casa, gli odori, l’atmosfera. Ci sono momenti in cui voglio disperatamente
sentire i miei amici e i miei genitori, abbracciarli e stare con loro, mentre in alcuni momenti è la mia famiglia che
deve scrivermi per sapere se sono ancora viva. 
Nonostante sia partita da quasi sei mesi, è strano per me spiegare cosa si prova facendo l’anno all’estero: un misto di gioia e gratitudine per tutto quello che stai vivendo a cui segue una sorta di malinconia al pensiero di dover lasciare tutto in pochi mesi che genera la voglia e la speranza di tornare in futuro in quella che è diventata la tua seconda vita, perché, se ho imparato qualcosa da quando sono qui, “patria” non sempre è sinonimo di “casa” e viceversa.
Carolina, exchange student in Germania dalla community #FeelTheWorld

 

 

"Your lane is your family"

Molte volte si sente parlare di esperienze traumatiche con le Host Families, che portano gli exchange students a cambiare famiglia. A causa di questo, all'inizio ero molto timorosa all'idea di arrivare qui negli USA, ma tutte le mie paure si sono dissolte nell'esatto momento in cui ho abbracciato la mia Host Mom per la prima volta. Da quando sono qui, mi sento teneramente accettata da ogni membro della famiglia, fino a sentirmi io stessa una parte importante di quest'ultima. Grazie ai modi espansivi dei miei Host Parents e Host Siblings ho sconfitto i primi momenti di homesickness senza molti problemi, e il loro supporto mi è ancora più prezioso ora che la scuola è iniziata.
Per quanto riguarda l'ambiente scolastico, tutto è talmente diverso da ciò a cui ero abituata da poter incutere timore i primi giorni, ma presto diventa facile abituarsi ai suoi meccanismi, e tutto è reso migliore dalla quantità di ragazzi che, entusiasti di fare amicizia con una Exchange Student, si dimostrano da subito socievoli. Ho conosciuto persone che, senza pensarci due volte, sono state pronte ad offrire il loro aiuto, anche quando si trattava semplicemente di spiegarmi come aprire il mio armadietto (cosa in cui ho avuto svariati problemi ;-)). Il tutto, poi, diventa migliore se si pratica uno sport. Come sport autunnale, io ho scelto il nuoto, e fin dal primo allenamento la mia squadra è stata accogliente, dandomi tutto il sostegno necessario. La cosa che preferisco di più del mio team è che, per quanto possa essere dura praticare uno sport per la prima volta e per quanto negata io possa essere, loro saranno sempre pronte a congratularsi con me e farmi sentire apprezzata. In fondo, è esattamente come dicono qui:"your lane is your family", "la tua corsia è la tua famiglia".
Avere il coraggio di vivere una simile esperienza non è da tutti, e nell'80% dei casi anche coloro che l'hanno avuto si ritroveranno a chiedersi "perché l'ho fatto?" durante i loro primi tempi lontani da casa, ma non appena la paura scompare e nuovi rapporti di amicizia ed affetto iniziano a stabilirsi, sfido chiunque a non godersi tutto ciò che la vita da Exchange Student ha da offrire.
Chiara, Exchange Student negli USA

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Välkommen till Sverige!

Ci sono paesaggi spettacolari e tramonti ogni sera che lasciano senza fiato. Nella mia host family mi trovo veramente benissimo: sono gentili, simpatici, molto divertenti e sempre disponibili! Anche con la scuola procede abbastanza bene e ho iniziato a fare atletica! La lingua è difficile però piano piano ogni giorno riesco a capire sempre qualche parolina in più!
Non sapevo se fosse vero che le persone fossero veramente introverse o se fossero le più amichevoli del mondo, non sapevo cosa mangiassero durante i pasti e quali fossero i loro passatempi preferiti.
Il giorno dopo essere arrivata mi sono ritrovata alle 5 del pomeriggio a dover apparecchiare la tavola per 16 persone! Ci sarebbe stata tutta la famiglia a cena! All'idea ero un po' impaurita perché era comunque un ambiente nuovo e dove non conoscevo (né capivo) niente. Abbiamo preparato una cena tipica a base di aragoste e gamberi, con tanto di canti tra un piatto e l'altro, cappellini, tovaglia, festoni e piatti a tema! Dopo più o meno 6 ore di cena e chiacchiere mi sono già sentita un membro della famiglia! Direi che quest'anno non poteva iniziare in un modo migliore!
La sera del mio primo venerdì in Svezia è stata forse la sera più bella che ho passato fino ad adesso! Dopo cena noi "grandi" ci siamo ritrovati tutti sul divano a guardare "Idol" (programma televisivo molto seguito qui) e a sgranocchiare qualcosa, dopodiché abbiamo sperimentato il karaoke tutti insieme cantando a squarciagola e ridendo a crepapelle. Tra una canzone e l'altra la mia host sister e il mio host dad stavano parlando di andare a fare il bagno al lago prima di andare a dormire, io non li ascoltavo molto a dire la verità perché pensavo stessero scherzando! Così alle 22.30, finito il karaoke, mi hanno chiesto se avessi voluto andare anche io, sul serio! Mi avevano anticipato che ogni tanto d'estate prima di andare a letto si andava a fare un tuffo nel lago, ma non pensavo letteralmente! Beh, in ogni caso, ho accettato: indossati costume e ciabatte, abbiamo preso gli asciugamani e ci siamo diretti in spiaggia! L'acqua era caldissima, non c'era un lampione acceso e quindi era possibile vedere tutte le stelle nel cielo (era stata una giornata calda ed era sereno), magico!
Beatrice, Exchange Student in Svezia

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Sentirsi a casa

Per quanto riguarda la mia esperienza non avrei potuto chiedere nulla, ma proprio nulla, di meglio.
La famiglia in cui sono entrata a far parte mi ha accolta come fossi loro figlia, senza nessuna distinzione, dimostrandomi l'affetto di cui ciascuno di noi ha bisogno giorno dopo giorno. Soprattutto non mi ha chiesto nulla in cambio. È bellissimo osservare il rapporto di fiducia e onestà che si è instaurato attraverso le piccole cose, le conversazioni quotidiane durante la colazione o alla sera prima di andare a dormire. Ho avuto anche la grandissima fortuna di avere in casa un’altra Exchange Student che è stata una tra le cose migliori che mi potessero capitare. È incredibile come una perfetta sconosciuta nel giro di poche settimane possa diventare a tutti gli effetti la sorella che non hai mai avuto.
Un anno all'estero fa crescere moltissimo sotto tutti i punti di vista, ci si rende conto di cosa voglia dire essere indipendenti. Si impara a conoscere sé stessi, a capire quale strada sarà quella giusta!
Chiara, Exchange Student in Gran Bretagna

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Exchange year: non un anno in una vita, ma una vita in un anno!

Eccomi qui, di nuovo in Italia, dopo 9 mesi trascorsi in un "pianeta verde". Sto parlando dell'Irlanda. Mi sembra ieri quando ero circondato da collinette verdi e panorami bellissimi qua e là. Dopo tutto questo tempo, sono cambiato, sono diventato, si spera, una persona migliore, un nuovo Andrea. Durante questa straordinaria esperienza sono cresciuto e ho imparato a prendere le mie decisioni, senza il sostegno della mia famiglia. Se devo essere sincero, non è stato tutto rose e fiori. Ma ce l'ho fatta ed è stato fantastico!
Il momento più importante di tutto il mio anno all'estero si è svolto all'aeroporto. È un momento ancora impresso nella mia mente: gli occhi azzurri del mio piccolo fratello ospitante, pieni di lacrime, quando me ne stavo andando. Devo ammettere che anche oggi una lacrima sta cadendo sul mio viso. È difficile da spiegare, è un mix di emozioni, in poche parole: "È la tua esperienza, devi viverla!". In quel momento ho veramente capito il legame indissolubile tra me e la mia famiglia ospitante, che va al di là del rapporto di sangue, al di là della razza, al di là di tutto, è stato solo l'amore per l'altro. Vorrei concludere questo mio racconto con una frase che trovo molto vera: "L'Exchange non è un anno in una vita, ma una vita in un anno".
Andrea, Exchange Student in Irlanda

 

La vie en France

Ricordo esattamente quante emozioni che mi frullavano nello stomaco… paure, incertezze, ma tanta tanta curiosità nel capire una cultura diversa dalla mia. Perché la Francia, da come la immaginavo, è tutta un'altra cosa, è persino meglio. Certo i primi giorni non sono facili, ti senti un po' persa, non sai bene cosa dire, cosa fare, ma consiglio a chiunque un'esperienza del genere. Sto vivendo il mio sogno che da un po’ ormai, non è più solo un sogno.
Nicole, Exchange Student in Francia

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La mia esperienza Down Under 

Se solo potessi rimanere qui ancora non ci penserei due volte!
La vita australiana è tranquilla, ma allo stesso tempo piena di cose da fare e provare. La scuola non comincia proprio prestissimo alla mattina e finisce a metà pomeriggio e, non essendo particolarmente impegnativa, il pomeriggio si ha l'occasione di socializzare con gli altri ragazzi, fare sport o qualsiasi altro genere di attività. Alla sera invece, mi piace passare il tempo con la mia host family: cenare con loro, chiacchierare del più e del meno, guardare un film o giocare a carte. Abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e, come la maggior parte degli australiani, sono persone alla mano, gentili e disponibili. Durante i weekend facciamo gite insieme oppure passo il tempo con gli altri International Students andando in spiaggia, in parchi, oppure organizzando barbecue.
Da quando sono arrivata in Australia ho conosciuto tantissime persone e con alcune ho creato un legame davvero forte che sono sicura durerà negli anni, anche quando ognuno tornerà a casa propria. Ho avuto l'occasione di conoscere amici australiani, tedeschi, austriaci, belga, norvegesi, cinesi, coreani, giapponesi e canadesi. Ho condiviso tanto con tutti loro e tramite questo scambio ho potuto imparare moltissimo riguardo a svariate altre culture, oltre ad aver parlato costantemente inglese.
So che tutto questo mi mancherà infinitamente: consiglio a chiunque ne abbia l'opportunità di fare un'esperienza simile alla mia!
Francesca, Exchange Student in Australia

A contatto con i "Kiwi"

Mi sembra di aver preso ieri quell'aereo direzione Auckland. Tante piccole grandi avventure sono venute dopo, tante cose sono cambiate, io prima di tutto. Ogni ostacolo - e tutti i giorni ne incontro - mi rende più grande, matura, consapevole, indipendente, migliore.
Ho una bellissima host family, sempre pronta a scherzare, ma che davvero tiene a me, mi hanno fatta sentire a casa dal primo momento e si stanno impegnando al massimo per farmi vivere quest'esperienza al meglio. A quanto pare tutto in Nuova Zelanda ruota attorno all'estate! Non mi immagino per niente l'albero di Natale nella piazza centrale della mia cittadina con il mare sullo sfondo e 30 gradi all'ombra, sicuramente una cosa del tutto nuova.
La coordinatrice locale c'è sempre per noi, anche solo per scambiare due parole davanti a una tazza di the, e fa tutto il possibile per farci conoscere e apprezzare al meglio ciò che la Nuova Zelanda può offrirci, tra spiagge bianchissime, villaggi maori in verdi boschi e alti vulcani innevati: ogni tanto io e gli altri studenti internazionali STS che sono in questa zona trascorriamo insieme un weekend, per visitare posti magnifici, confrontarci e condividere le nostre in apparenza uguali, ma diversissime esperienze. Abbiamo fatto surf, trascorso la giornata in barca a pescare, raccolto Tuatua (un mollusco) sulla spiaggia, tifato con tutto il cuore per gli All Blacks nel loro ultimo match contro i Wallabies australiani e avuto il nostro primo bonfire!
La mia scuola è solo femminile e non è facile abituarcisi: i pro e i contro sono accentuati dal fatto che non abbiamo questo tipo di scuole in Italia ed è quindi una completa "prima volta" in questo mondo. Sicuramente apprezzo molto quel senso di "girls' power", quell'idea che noi donne possiamo fare tutto e bene, anche sport duri come il rugby (rigorosamente giocato a piedi scalzi tra la pioggia e il fango) e materie comunemente maschili come falegnameria, non siamo tutte ballerine in tutù rosa! Dall'altro lato ogni tanto mi manca quella vena sarcastica e sempre scherzosa tipica dei ragazzi, con cui sembra così facile fare amicizia al volo, cosa che non accade quando è il momento di entrare in un gruppetto di ragazze già formato. Certamente non è facile ricrearsi una rete di relazioni, ma è sempre una nuova scoperta che dà grandi soddisfazioni e ripaga di tutta la fatica. È un modo diverso di imparare, c'è forse anche più collaborazione tra insegnanti e allieve. Un'altra cosa che apprezzo della mia scuola è l'International Department: una sala comune con tanto di divano e cucina: è per noi international students! Siamo tanti e di diversa nazionalità, e ci sta volendo non poco tempo a farsi conoscere per quello che veramente si è, cioè una persona speciale e unica come tutti, e a stringere amicizie, ma i progressi si vedono di giorno in giorno!
Daria, Exchange Student in Nuova Zelanda

Ambientarsi durante e dopo il Welcome Camp

Durante i cinque divertentissimi giorni a New York con altri exchange students, ho trovato nuovi amici.
Mi sono trovata subito in sintonia con la mia famiglia ospitante, anche se non è facile ambientarsi in nuove circostanze. All'inizio ho avuto un po' di difficoltà a capire e parlare fluidamente inglese, ma sicuramente sono migliorata adesso!
Il primo giorno di scuola non è stato facile: poco tempo tra una lezione e l'altra, nuovi compagni, nuovi professori. Ho compiti ogni giorno e non mancano le verifiche. Però la scuola americana è tutta un'altra cosa, molto più divertente ed è fantastico poter scegliere le materie!
La mia host family mi aiuta un sacco e mi hanno fatto una sorpresa: dato che non sarò qui per il mio compleanno, hanno deciso di festeggiare i miei 17 anni e mezzo. L'ho gradito davvero tantissimo e sono felice di essere qui con loro!
Elena, Exchange Student negli USA

Una nuova Germania da scoprire

Anche se l'Italia e la Germania sono così vicine geograficamente, posso dire che vengono separate da migliaia di chilometri di differenze! Ad esempio, qui non ci salutiamo con due baci sulle guance, ma a voce o stringendoci la mano, tra amici invece ci si concede un abbraccio.
Tutti usano la bici o i mezzi pubblici. È più probabile, mentre si è in giro, vedere parcheggi per biciclette al posto di quelli per auto. Ce n'è uno enorme pure nella mia scuola! Anche io ogni mattina, devo pedalare per 10 minuti e poi prendere il treno. Questo mi dà modo di apprezzare il paesaggio che mi circonda e cominciare la giornata in modo meno frenetico.
La mia scuola è molto grande e moderna. Per alcune lezioni devo cambiare classe e ci sono tante attività legate alla musica, allo sport (c'è addirittura canottaggio) o ad altri temi come primo soccorso, giornalismo, teatro, esperimenti scientifici ed elettronica.
Con la lingua ho un po' di difficoltà all'inizio, ma ho notato miglioramenti rispetto ai primi giorni, inoltre ho la fortuna di avere nella mia stessa classe la mia sorella ospitante, dei compagni e dei professori pronti sempre ad aiutarmi!
Sto facendo anche tantissime nuove esperienze come arrampicata o balli bavaresi!
Non credete a tutti gli stereotipi che sentite sulla Germania: le persone non sono fredde, ho mangiato Würstchen solo due volte dal mio arrivo e il tempo fino ad ora è stato caldissimo! Detto questo posso solo consigliarvi di partire perché non ve ne pentirete!
Sofia, Exchange Student in Germania


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Catalogo STS High School

Sfoglia il catalogo STS High School 2019/20 per consultare tutte le destinazioni e proposte STS per il tuo anno, semestre o trimestre all’estero!

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Domande frequenti

  • Quando è consigliabile iscriversi?

    È opportuno iniziare le procedure per l'iscrizione durante il terzo anno e partire l'anno della quarta. Raccomandiamo di iscriversi al programma con anticipo, in autunno, in modo da svolgere le pratiche nei tempi adeguati e poter scegliere la destinazione che desideri.

  • Quali sono i requisiti per partecipare al programma?

    Devi avere tra i 14 e i 18 anni, una buona conoscenza della lingua inglese, aver frequentato con profitto i primi due anni della scuola media superiore e l'anno della classe terza.

  • Qual è il primo passo per partecipare al programma?

    Compila la domanda di partecipazione al colloquio on line. Il colloquio è gratuito e non vincolante.
    Verrai chiamato per fissare il colloquio nella città più vicina a te.

  • Quali sono le quote per il Programma ITACA?

    Le quote di STS High School per un soggiorno scolastico di un trimestre, semestre o anno intero sono contenute. Rispettano tutti i requisiti del bando INPS, includendo il volo, l'assicurazione, eventuale visto, spese di trasporto come naturalmente l'iscrizione nella scuola, il vitto nelle famiglie ben selezionate da STS in loco. Inizierai la tua esperienza con il Welcome Camp di 3-4 giorni (per esempio a Londra, New York, Sydney, Barcellona, Amsterdam, Auckland.. dipende dalla tua destinazione), sempre incluso nella quota! 

    Consulta le quote Itaca Inps!

  • Devo informare la mia scuola in Italia?

    E' sempre consigliabile informare i propri professori e il coordinatore della mobilità studentesca per rendere più fluide tutte le pratiche, dalla partenza alla riammissione a settembre. 

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Aperto dal lunedì al venerdì 09:00 - 19:00 e il sabato 10:00 - 12:30 Ulteriori informazioni

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